
Rientravo di rado nella mia città d’origine… Forse, perché avevo trovato altrove la mia fortuna, oppure per DIMENTICARE quanto m’era successo da bambino. In ogni caso, non si può sfuggire per sempre al proprio destino… specialmente quando questo, ti ha toccato profondamente dentro l’anima…
Come dicevo, avevo SCORDATO tutto, o quasi, di quei giorni passati tanto tempo prima con una persona, che ormai, non vedevo più da moltissimi anni… Mio cugino!
Non so spiegare il motivo, ma, una sera piovosa, mi trovavo a casa mia, molto distante dal luogo dove ero vissuto in gioventù… Ero sulla mia poltrona dinnanzi alla mia tv, sorseggiando un whiskey, quando, guardando fisso quello schermo, mi venne in mente proprio LUI! La luce della stanza dove mi trovavo era spenta. L’unica luce tremolante era proprio data dallo schermo televisivo. Era molto tardi… Erano le tre di notte. Non seguivo il film che stavano trasmettendo! Mi contentavo a vedere solo le immagini che passavano. Il volume, volutamente basso, amplificavano questo senso di vuoto che sentivo dentro di me… Era quasi estate! Le vacanze, ormai, erano alle porte. Avevo già comprato il biglietto per rientrare nella mia città! M’apprestavo a vivere quei mesi come sempre avevo fatto, e cioè, a fare il TURISTA A CASA MIA… Ma quella notte… su quella poltrona… qualcosa mi turbò profondamente!
Fuori, impazzava un terribile temporale… Le luci dei lampi, ora, insieme alle ombre generate dalla luce della televisione, mi fecero agitare! Come ipnotizzato, rimasi a guardare quello schermo, senza voltare lo sguardo in giro per la stanza… Riuscivo solo a vedere dei FLASH sul muro che avevo davanti… Ad ogni sorso del superalcolico, la mia mente vagava nel VUOTO più totale! Ero abituato a bere, ma, quella notte c’era qualcosa che non andava in me… Mi sentivo totalmente preso da quell’atmosfera, tanto da non accorgermi delle ore che erano trascorse! Dopo l’ennesimo sorso, fui preso da un malessere strano! Spensi di corsa il televisore, e, lasciando cadere a terra il telecomando ed il bicchiere che si ruppe in mille pezzi, andai velocemente in bagno… Dovevo vomitare! Non mi era mai accaduto prima… Ero abituato a bere! Accesi la luce, e, curvo, rigettai! Il bruciore che provavo allo stomaco, mi fece aumentare quel senso di solitudine che già avevo da parecchi giorni. Quando tutto terminò, respirando a fondo, m’appoggiai al muro fatto di mattonelle marroni, e chiusi gli occhi! Solo allora, ricordai DAVVERO mio cugino NECLEO! Solo allora, ricordai quello che, tanti anni prima, era successo… Mi ricordai della PROMESSA che avevo fatto, prima che partissi per andare lontano! Avevo giurato di RITORNARE…
Quella notte la passai in bianco! Troppi ricordi affollavano la mia mente… Già! Troppe cose! Più tentavo di ricordare, e più capivo di dover mettere a posto il puzzle che avevo nel cervello! Troppe informazioni… Troppi RICORDI! Ma perché avevo PROMESSO? Cosa mi aveva spinto a dire a NECLEO che sarei RITORNATO? Questo non riuscivo a ricordarlo, ma avevo come l’impressione, che dovevo fare qualcosa… Più pensavo a Necleo, come io chiamavo mio cugino, e più mi sentivo stringere lo stomaco! Mi sentivo turbato all’idea di rivedere colui che aveva condiviso con me, chissà cosa… L’avrei rivisto? Sapevo che anche lui, dopo di me, era andato via dalla città per lavoro! Forse, ero solo suggestionato… ma, dovevo far qualcosa…
Era già mattina inoltrata… Avevo maturato di già l’idea di partire subito! Presi il telefono, e chiamai l’aeroporto! Fissai la partenza, cancellando la prenotazione che già avevo, proprio quel giorno, alle 14… Infondo, avevo già comunicato al mio datore di lavoro, d’esser in ferie… Non c’era nulla che, ancora, poteva trattenermi!
Preparai in fretta la valigia, e poi via… Non ebbi nemmeno il pensiero di dire a nessuno che sarei rientrato! E poi, a chi? Già, i miei, sapevano che sarei tornato non appena il lavoro fosse terminato… Le scale del mio condominio erano sempre in penombra, e quella volta le scesi senza nemmeno pensarci, portando con me l’unica valigia. Il resto, l’avrei trovato nella mia vecchia casa! Infatti, prevedendo che sarei di nuovo tornato, come ogni estate, avevo lasciato lì anche degli indumenti! Ed eccomi pronto, davanti al portone, quello che avrebbe, aprendosi, dato il via libera al mio progetto di rievocare il mio passato! Presi al volo il primo autobus! Ero in mezzo alla gente, ma si sa… mi sentivo solo… Dovevo solo aspettare d’arrivare in aeroporto, e prendere il famoso volo, preso, appunto, al volo! Il mio pensiero tornò a quei giorni, in quella SALA GIOCHI! Infatti, fu proprio in quel posto, pieno di vita e di luci lampeggianti che LO conobbi, anche se in realtà, già l’avevo visto e conosciuto un po’ di tempo prima… Già sapevo che EGLI fosse mio parente, ma la vita, molto spesso, invece di unire subito, fa aspettare! Già… attendere… proprio come attendevo io di arrivare in quel luogo brulicante di vita e di fretta!
Finalmente, le porte automatiche del mezzo s’aprirono, e vidi l’entrata di quell’aeroporto che era per me, non un punto di partenza verso un luogo conosciuto, ma un punto d’ARRIVO verso il TEMPO PASSATO! Mi sentivo sconquassato… quasi febbricitante! Nel camminare per quell’ambiente così carico di vita, quasi dondolavo… Ad ogni volto che vedevo, attribuivo le fattezze di chi andavo ad incontrare, ma ormai era questione di attimi… Il mio volo, nonostante la fretta che avevo, era già stato chiamato… Mi diressi correndo verso i controlli, e giù, verso il mio gate d’imbarco! Era fatta! Almeno in parte! Diedi il biglietto e via, verso l’aereo che già mi attendeva, come del resto gli altri viaggiatori… Vi salii, e poi mi sedetti al mio posto, tremante! Il mio viaggio era appena iniziato! Non quello su quel mezzo, ma un viaggio verso un’altra VERITA’! Ci fu il tanto sospirato distacco dal suolo, e nel sentire la sensazione di VUOTO, ripensai a quel giorno… Il giorno del mio incontro con LUI!
Era iniziato tutto, così per CASO… Anche se il CASO, come aveva detto qualcuno, NON ESISTE! In quella sala, piena di giochi elettronici, io cercavo proprio LUI… M’avevano detto che quel ragazzone, era un genio proprio nel videogame che avevo intenzione di finire! Qualcuno, m’aveva detto che EGLI, che ancora abitava con sua sorella, sua nonna e sua madre, conosceva tutti i trucchi per effettuare le mosse speciali, di cui avevo bisogno! Di certo, non pensavo che quella cosa, talmente NORMALE, m’avrebbe fatto conoscere bene, un’altra cosa… una cosa di cui non sapevo nulla, ma che sarebbe diventata parte della MIA VITA… EGLI, come al solito, in quell’afoso pomeriggio, era già lì… già lì, tra quell’odore di bar e di caffè, come se sapesse che sarei arrivato… LO vidi, e subito m’avvicinai timorosamente, anche se avevamo quasi la stessa età, e non c’era motivo di essere ansioso… “Necleo… Ciao… Scusami… Ti ricordi di me? Sono tuo cugino… Ci siamo visti a casa mia qualche annetto fa… Eri venuto con tua madre… Tu guardavi lo stereo in cucina e ti piaceva… e poi, abbiamo giocato a pallone nel mio seminterrato…”… Lui, si girò verso di me, e mi fece un sorriso strano, e mi disse… “So chi sei! Mi ricordo tutto, e so anche cosa vuoi… me lo ha detto poco fa quel ragazzo… Quello che se non gli dai il gettone, ti spegne il gioco… AHAHAHA! Ma tu… non sei venuto solo per questo, o sbaglio? Sapevo che sarebbe arrivato QUESTO GIORNO… LUI… me lo aveva annunciato! E’ TUTTO INIZIATO! Ti stavo aspettando… Michele… o PANTINI…”. Naturalmente, non feci caso alle ultime parole! Era Domenica, e dissi cosa volevo, e LUI, mi diede l’appuntamento… IL PRIMO APPUNTAMENTO, a casa sua, proprio per quel pomeriggio! Lo ringraziai, e uscii da quel luogo, perché s’era fatto già tardi… NECLEO, aveva acquistato una consolle, proprio con quel videogame… Io, consideravo mio cugino, il più fortunato tra i ragazzi! Non vedevo l’ora d’andare, in quella, che poi, sarebbe diventata la mia seconda casa… solo per giocare… Già! Giocare…
L’aereo, dopo un viaggio di circa un’ora, atterrò, facendomi risvegliare da quel ricordo con uno scossone! Ormai, era questione di tempo… Non sapevo esattamente cosa cercare, ma ero sicuro che avrei recuperato tutto a tempo debito… Ero confuso… Scesi per le scalette di quel velivolo, cercando di non cadere rovinosamente a terra! Mi tremavano le gambe! Appena giunto agli arrivi, presi il mio telefono, ed avvertii a casa che ero arrivato! Tutto sembrava normale… Tutto, sapeva di vacanze, ma, per me, era solo voglia di SAPERE… di RICORDARE…
Con il mio trolley, uscii da quel posto, e cercai un taxi! Il tassista, molto cordialmente, mi disse, dopo essermi accomodato sul sedile posteriore: “… Eh… Si ritorna a casa?” Sorrisi, e dissi: “Già… Ritorno a casa dopo un anno di lavoro…”… “Si va e si viene… questo è certo! Si va per SFUGGIRE, e si ritorna per RIVIVERE IL PASSATO! Questo l’ho imparato lavorando in questo taxi…”. Le parole di quell’uomo, su momento, mi sembrarono normali, ma subito dopo, ebbi un sussulto! SFUGGIRE A COSA? Non dissi nulla, ma m’apparve, dallo specchietto retrovisore, come se il tassista, facesse un GHIGNO… Dovetti chiudere gli occhi per un attimo per non vedere… Tutto ritornò nella norma! L’auto correva, e svoltammo per prendere l’autostrada… Pensai che quello che stavo vivendo, come del resto, quello che avevo vissuto, non era affatto normale! Come faceva quello sconosciuto a conoscere la mia storia? Decisi di non parlare più!
Mentre l’auto correva, tornai a ricordare… In effetti, proprio quella domenica in cui avevo incontrato Necleo, avrei avuto la mia prima esperienza! Un’esperienza che pensavo, ormai, rimossa. Dopo pranzo con i miei, decisi d’andare a riposare un po’ in camera mia, ma l’agitazione era molta! Forse era per il pensiero al videogame che dovevo vedere, oppure per altro, comunque, non riuscii a riposare bene… Avevo come il sentore che doveva accadere qualcosa, ma non sapevo spiegarmi bene quella sensazione! Pensai fosse l’emozione! Comunque, verso del sedici, scesi per andare a farmi accompagnare a casa di mio cugino! Allora, frequentavo la prima media! Quel giorno, era un bellissimo giorno di primavera! Il sole spandeva i suoi raggi, illuminando tutta la mia città, in un trionfo di colori… proprio come quei giorni in cui, con i ragazzi della mia età, a pensarci bene, proprio sul retro di quel BAR, ci si incontrava per giocare a PALLINA, un gioco inventato da qualcuno di noi… Io, a dir il vero, non volevo giocarci, ma quelli, si ostinavano a salire le lunghe scale che conducevano in un cortile, sotto il naso, per così dire, delle monache che lì ci abitavano… Piero… Era lui a dirigere il gioco… Dovevo assistere a quelle lunghe partite, annoiandomi a morte… proprio davanti alla finestra di quella SALA GIOCHI… Non so perché, questo ricordo mi venne in mente… Comunque, siccome era presto, in giro, non c’era nessuno! Arrivato nella piazza della mia città, scesi dall’automobile, e salutando mio padre, mi diressi verso la casa di mio cugino! EGLI, abitava, ed abita ancora quando è in ferie, proprio lì! Per arrivare al portone, si devono salire delle scale… Infatti, presi a salire tutti quegli scalini antichi. Arrivai con il fiatone! Ah… Quante altre volte sarei salito su per quelle scale… Essendo abituato a chiamare Necleo con quel nome, m’ero scordato di quello vero! Aspettando che qualcuno mi aprisse, cercai di ricordarne il VERO NOME, ma…
Ad aprirmi fu sua madre, la quale vedendomi, disse: “Salve…”, educatamente risposi, e dissi: “Salve a lei, signora… c’è…”… Quella, vedendomi confuso capì, e, completando, disse: “… Cerchi Giuseppe? Oh… si! E di sopra… Michele… sali!”. Non me lo feci ripetere due volte, ed entrai per la prima volta nella mia vita in quella casa. Sulla sinistra, c’erano delle scale di ferro che portavano al piano superiore! Aggrappandomi alla ringhiera polverosa, le salii, sotto lo sguardo della madre, che poi sparì in salotto per ricongiungersi con la nonna e la sorella. Arrivai con il solito fiatone, in quella stanza! Era come un sottotetto ma, molto grande! Un grande tavolo, un mobile con un grande specchio, ed una libreria molto piccola, a lato delle scale che avevo appena salito! Dietro di me, la cucina, con un piccolo bagno! Dopo la libreria, il tetto, scendeva giù spiovente, e notai molti scatoli e molti oggetti! Davanti a me, un’altra porta… Una porta, che faceva presagire ad uno sgabuzzino, anch’esso un sottoscala, ma tutto BUIO! Purtroppo, quella situazione non fu come l’avevo immaginata! Necleo c’era… ed effettivamente stava giocando alla consolle, ma non con il gioco che volevo… ma con un altro! Infatti, a quel gioco di calcio, gioco che a me non piaceva, c’era un altro ragazzo occhialuto! Questo ragazzo era smunto in viso! Sembravano che i due ragazzi fossero molto presi da quel videogame, e così, non volendo eccessivamente disturbare, salutai, e mi sedetti dietro a loro su una sedia, posta davanti al televisore ed alla consolle! Intanto, vidi la cartuccia con il gioco che ero andato a provare, fremendo! Pensavo che quel tizio occhialuto, che, tra l’altro non conoscevo, prima o poi sarebbe andato via, lasciando mio cugino Necleo solo con me… Infatti, dopo circa un’ora, quello s’alzò, salutò ed andò via… Non lo vidi mai più! Necleo, allora, mi rivolse la parola, e mi disse: “Oh!! Michele… Ciao…” Salutai come potevo, e poi, spense la consolle, ed inserì il gioco di lotta tanto desiderato! Ora mi sentivo in colpa… Pensai, com’è normale, che Necleo potesse pensare che io ero lì, soltanto per giocare, ed in parte era vero… Necleo, cominciò a spiegarmi i colpi speciali, e, sorridendo mi diede il controller in mano! Cominciò così la nostra amicizia… Però, quel giorno, non doveva finir così…
L’auto svoltò! Ero arrivato nella mia vecchia città! Rividi con piacere la via che doveva condurmi a casa! Tutto era UGUALE ma DIVERSO! Già! Come capita spesso, quando si va via per parecchio tempo, tutto sembra essere come lo si aveva lasciato, ma con qualcosa di nuovo… L’auto proseguì fino alla mia abitazione! Pagai il tassista senza guardarlo… non volevo vedere di nuovo quel GHIGNO, che ora mi ricordava molto altro, ed andò via, per quella strada polverosa! Ero a casa! Però, davanti al mio cancello, mi venne un brivido lungo la schiena! Suonai il campanello, e ad accogliermi mia madre! Salutai ed entrai, trascinandomi dietro il trolley. L’atmosfera della mia casa era come sempre! Entrai in cucina, salutai anche mio padre, e raccontai tutto quello che avevo fatto in quell’anno d’assenza! M’accesi anche una sigaretta! Era l’ora di pranzo! Tutto era già pronto…
Dopo aver mangiato il buon cibo preparato con amore da mia madre, dissi d’esser un po’ stanco, e così, mi recai nella mia vecchia stanza a riposare! Posai la valigia in un angolo, e mi coricai a peso morto su quel letto, sospirando forte! Il sole, illuminava i muri e gli altri oggetti di quella stanza! Percorrendo il loro tragitto con lo sguardo, continuai a ricordare quanto era accaduto da mio cugino, quel lontano giorno…
Dopo aver giocato alla consolle per circa due ore, Necleo, spegnendo l’apparecchio e la tv, mi disse: “… Pantini… Ora, s’è fatta QUELL’ORA… ma, ancora è presto!! Non sei qui per caso… questo devi saperlo!” Lo guardai stupefatto, e gli dissi: “Cosa intendi dire, Necleo? E poi… perché mi chiami sempre PANTINI… Io mi chiamo Michele…” Quello, mi prese la mano, e cominciò a ficcarmi le unghie nella carne dei polsi, dicendo: “… Già fai domande? AHAHAHA!! Pantini!! Dobbiamo aspettare che i miei lascino il SALOTTO, poi andremo noi! Devo farti vedere una cosa!! AHAHAHAHA!!” Cominciavo ad aver una certa paura! Il polso mi faceva male, e così, dissi: “Lasciami stare, Necleo!! Cosa fai? Mi fai male…”… Quello si staccò, e prese a sorridermi in modo strano, roteando i suoi occhi verdi, e mi disse: “NON SIAMO SOLI… CI SONO GLI AMICHETTI!!”…
Mi rizzai dal letto! Quel ricordo rimosso, ora, si era fatto più vivo che mai! Provai paura… una paura già provata! Era quello che davvero volevo rivivere? Poi, mi rimisi di nuovo steso, ma questa volta, mi domandai chi era davvero mio cugino… Cosa m’aveva fatto? Purtroppo, non avevo alcuna idea, poiché mi ero bloccato nel ricordo prima di scoprirlo… Capii in un solo istante che ero stato RICHIAMATO nella mia città, non solo perché avevo PROMESSO… ma per SCOPRIRE MOLTO ALTRO!! Quello che mi poteva spiegare tutto, probabilmente mi stava aspettando… Sapevo che EGLI, ora viveva, quando tornava, solo con sua sorella… Sua nonna e sua madre non c’erano più!! Quella casa… quella casa ricca di mistero, ora, era VUOTA… VUOTA, ma PIENA… piena di LUI!! In un attimo, ripensai alle mie urla in quel BUIO… Le mie URLA e le sue RISATE!! Cosa mi era davvero accaduto, già, nel primo giorno? Dovevo ricordare ancora… Chiusi gli occhi, e provai, anche se con grande spavento, a ripercorrere di nuovo il PASSATO…
Non so perché, ma nel ricordo di quel luminoso pomeriggio, ad un tratto, si fece buio. Dalla finestra, che potevo vedere alla mia destra, le vie della città vecchia, con tutte le sue case austere, e l’antica giudecca, risultavano essere già illuminate dai gialli lampioni! La madre di Necleo con la nonna e la sorella, salirono da noi. Avrei voluto andar via… Avrei voluto, in quel momento, SCAPPARE, ma ero trattenuto da qualcosa che pensai fosse il non voler offendere mio cugino… però, soltanto ora, riuscivo a capire che si trattava d’altro! Sophia… questo era il nome della madre di Necleo, andò direttamente nel cucinino, ed accese la luce spoglia, mentre la nonna, con la sorella, s’accomodarono al lungo tavolo, accendendo di nuovo il televisore, per vedere un programma di molti anni fa… Necleo, facendo il NORMALE, mi disse: “Michele!! Andiamo giù!! Nonna… noi andiamo in salotto…”… La nonna, che era molto anziana, con il suo lungo abito a fiori ed i capelli bianchi… smunta in viso, sorrise con i suoi pochi denti, dicendo: “… Va bene Giuseppe! Ma, attenzione a non rompere nulla!” Necleo annuì, e mi fece cenno d’andare con lui verso le scale di metallo, mentre la nonna, aveva preso un vecchio mazzo di carte, e si mise a fare un solitario! Con quella luce, riconobbi una carta ingiallita dal tempo… Il RE DI BASTONI! Necleo, notò che la guardavo in modo strano, e disse: “… QUELLO E’ IL MALE…”… Non capii, ma mi fece molta impressione… Di sicuro, sarà stata l’atmosfera strana di quel posto, a giocarmi quello scherzo!
Le scale, vibravano ad ogni passo! Ogni gradino, era rigato, fino a formare un reticolo… Il piano inferiore era nell’oscurità della sera! Mi fece moltissima impressione, anche, vedere sulla destra, la camera di sua madre con la porta chiusa! Come sapevo, i genitori di Necleo erano divorziati, ed il padre se ne era andato quando i figli erano ancora piccoli! Di fronte a noi… la STANZA che sarebbe diventata per me, fonte d’angoscia e di paura… Senza accendere la luce, Necleo, mi condusse dentro! Potevo solo notare un divano sulla destra, ed una poltrona messa proprio davanti a me! Ma quella sera, non ero destinato a sedermi, perché mio cugino, mi condusse fuori… sul BALCONE!! Fuori, regnava una calma strana, mentre il vicino campanile, si mise a scandire con le sue campane l’ora! Ci appoggiammo con le mani a quella lunga ringhiera, e ad un tratto, Necleo, se ne uscì con questa frase… “Pantini! Questa città è STRANA! Cerca di ricordartelo sempre!! In questa casa, sono successe molte cose!! E molte ne devono ancora succedere!!” Non capivo nulla! Infatti, era la prima volta che sentivo sulla mia città, dire certe cose… “… E’ stato SEMPRE COSI’, e SARA’ SEMPRE COSI’… Guarda! Lì c’è VENERE!! Ti piace?” Effettivamente, vedevo l’astro che m’aveva indicato, e dissi di si… Necleo, allora, disse con voce strana: “Gli AMICHETTI… vengono proprio da vicino a VENERE… ZETA RETICULI… GLI UFETTI!!”… Provai un terrore strano, e cercai, allora, di scappare, ma, mi prese e mi bloccò dicendo: “Che fai? Ora che sei venuto, non LI vuoi vedere?” Risposi subito di no, e quello, mi portò di nuovo in casa, e disse: “Domani verrai ancora, Pantini? Ora si è fatta quell’ora!! Non ti trattengo! Ma LUI, sa che sei venuto! Giocheremo ancora alla mia consolle…”… Non so perché, ma anche preso da un brivido, risposi che sarei andato ancora! Perché gli dissi di si? Comunque, corsi nel BUIO, e m’avviai alla porta! La aprii, ed uscii sulle lunghe scale, chiudendola verso di me! Il cuore mi batteva all’impazzata, ed udii, all’interno della casa, come SGHIGNAZZARE…
Questa volta, m’alzai dal letto! Tutto quello che avevo ricordato non aveva alcun senso! Sentivo davvero battere il mio cuore! Quello era L’INIZIO DI TUTTO!! Quel giorno, aveva rappresentato qualcosa di cui non ne avevo capito il senso! Da Necleo, sarei andato, da quel momento, ogni giorno… Nella mia mente, però, anche scene normali! C’era qualcosa di DOPPIO… come una REALTA’ ALTERNATIVA alla NORMALITA’! Mi venne il dubbio che, forse, non sarei dovuto andare a cercare Necleo… Certo! D’allora, eravamo cresciuti… Magari egli non se ne ricordava più… ma, avevo l’impressione d’esser parte di qualcosa, e di non poter fare altro che assecondare il mio DESTINO… Così, scesi al piano inferiore, e salutando i miei, uscii per recarmi in piazza…
Come ho detto, io e mio cugino, avevamo anche altri interessi in comune, come l’informatica! Non era dunque, un’amicizia solo rivolta in un senso! Infatti, ci eravamo uniti con un videogame, ed avevo finito per credere a delle cose, che a prima vista, erano prive di senso!
Camminando per la strada, ricordavo i PC riparati insieme… Ma, ai colori sgargianti dei monitor, si faceva strada sempre il BUIO… il BUIO della DOPPIEZZA! Necleo, un giorno mi disse che lui si rapportava alle persone, parlando in maniera diversa con ciascuno… Era un evidente caso di SDOPPIAMENTO DI PERSONALITA’! Di giorno, NORMALE, mentre di sera… STRANO! Ma, questo accadeva solo per me! In realtà, lui, si comportava con gli altri in modo diverso! Poi, c’era un’altra cosa particolare… Cosa centravano gli UFO con lui? Magari era stato RAPITO od altro? Ma cosa andavo a pensare… Probabilmente voleva che IO fossi rapito… Naturalmente, erano tutte mie congetture, che però, mi facevano saltare i nervi… Io, davvero, gli EXTRATERRESTRI, non li avevo, almeno spero, mai visti… Anche se a dire il vero, camminando per strada ebbi qualche dubbio! Poi, perché mai la nostra città era strana? Questo non me lo sapevo spiegare!
Arrivai in piazza… C’era moltissima gente che passeggiava senza pensare a nulla! M’avviai per andare a prendere un caffè al bar! Da quel posto, proprio vicino alla porta d’entrata, si poteva vedere la SUA FINESTRA della CUCINA… Nel vederla, un brivido mi scese lungo la schiena, e cominciai a sudare! Ero impalato sulla porta di quel locale… M’aspettavo di veder qualcosa muoversi da quella piccolissima finestra, in quanto, ricordo bene, che il tetto era basso! Per raggiungerla, almeno noi da piccoli, dovevamo salire su un piccolissimo gradino… Qualche cliente mi urtò, ed io mi svegliai da quel torpore! Entrai nel bar, m’avvicinai al bancone, e presi il caffè… Un mio conoscente, un barbiere che lavorava a lato di quel locale, mi salutò, e mi disse: “Ciao Michele… Anche tu sei tornato? Lo sai che è venuto anche Giuseppe… L’ho visto stamattina…”. Per poco, il caffè non m’andò per traverso… Risposi gentilmente a quell’uomo, che di mestiere non faceva solo barba e capelli, ma ne sapeva di tutti e di tutto, e m’accinsi a pagare per uscire fuori! Il sudore mi imperlava la fronte come non mai… Ora era ufficiale! Necleo, si trovava in città! Uscii, e mi misi a guardare di nuovo quella FINESTRELLA… quando vidi qualcosa passare da dietro! M’irrigidì… M’arrivò subito un messaggio tramite Internet sul cellulare… Era lui!! Il messaggio, diceva: “… Vedo, Pantini, che non hai perso tempo a venire! Però, Necleo… NON C’E’!! AHAHAHAH!! NECLEO E’ MIO… L’hai perso MOLTO TEMPO FA… Ma cos’è il TEMPO? HAHAHA!!” Rimasi paralizzato, e non osavo rispondere! Cosa mai avrei potuto dire? Quelle parole sibilline, erano il SUO benvenuto… Perché, Necleo, m’aveva scritto che non c’era, quando in realtà, anche se di sfuggita da quella FINESTRELLA l’avevo visto? E poi, perché parlare in SECONDA PERSONA… E cosa centrava il TEMPO? Sospirando, andai via da quel locale, e m’avvicinai al centro della piazza, sempre con la testa voltata a quella dannata FINESTRELLA! Respirando forte, m’accorsi della presenza di una PANCHINA, a lato, dove si trovava il tabaccaio… Era libera, e così mi sedetti! Accesi una sigaretta, e presi il cellulare in mano! Da quella PANCHINA, si poteva veder bene, se pur distante, la FINESTRELLA della casa di mio cugino… Ora, solo il BUIO… Adesso, dovevo rispondere al messaggio! Scrissi: “… Giuseppe… Necleo.. Come stai? Io sono tornato oggi… Ti vorrei tanto parlare! Sono in piazza!!”… Solo attesa e nulla più… Necleo, non rispose… Un’altra volta, una cosa passare da dietro alla finestra… Arrivò un vocale, con una risata che mi fece rabbrividire! Pensai ad uno scherzo, ma più ci pensavo, e più ricordavo che quella RISATA, già l’avevo sentita… L’avevo sentita proprio al BUIO del SALOTTO… Un altro messaggio: “… GLI ESPERIMENTI sono già INIZIATI, Pantini!! AHAHHAHA!! Ti ricordi degli ESPERIMENTI? Vuoi che IL PASSATO TORNI DA TE? Lo vuoi DAVVERO?”. M’alzai di scatto da quella PANCHINA, e cominciai a girare la testa per osservare la piazza, che, stranamente, era ora, senza anima viva… Mi sedetti di nuovo, e tutto cominciò a VIVERE DI NUOVO… “… Necleo!! Si… Mi ricordo vagamente… Ma dimmi… Cosa è successo in realtà?” Mio cugino, al nuovo messaggio rispose con un vocale… La sua voce era strana… “DRAUGR!! E’ lui che HA PRESO NECLEO… Lo vuoi sfidare? Ancora è presto… Sai chi MORIRA’ in questa estate? Tu sei l’OSSERVATORE, Pantini!! AHAHAHAHA!!” A queste parole, mi venne da vomitare! Perché mai, mio cugino, si doveva prendere gioco di me in quell’assurdo modo? Cercai di contenermi, e, per fortuna ci riuscii… Intanto, stava scendendo la sera… Un leggero vento caldo mi colpì… Volevo chiedere di più, ma non osavo… Perché, Necleo m’aveva chiamato OSSERVATORE? Questo non lo comprendevo, e poi… quelle sensazioni e quei ricordi? Ad un tratto, la luce, dietro quella FINESTRELLA, s’accese e poi si spense… Cercai, di nuovo, di non vomitare! Questa volta, lo feci a stento! Il sole era già sceso… Tutto sembrava NORMALE!! Già! Troppo NORMALE! Dal cellulare solo una DATA… Mio cugino mi mandò una DATA… Poi, una foto, sicuramente ritoccata! Era la vecchia macchina di mio padre… una MACCHINA ROSSA… e poi, ancora quella data!! Era qualcosa accaduta nel passato… Ma, cos’era accaduto? All’improvviso… un altro messaggio: “Necleo è MORTO!!”. Corsi per andare via da quella piazza! Mi sentivo malissimo, ed inoltre, avevo come l’impressione di esser seguito… Senza accorgermene, arrivai proprio all’imbocco delle scale della SUA casa… S’accese la luce dell’anticamera, e poi si spense!! Corsi a più non posso, ed arrivai ad una strada laterale, dove si raggiungeva una discesa, verso la giudecca… M’appoggiai ad un muro, e cominciai a vomitare! Tutto quello m’aveva turbato enormemente! Alzai la testa, e vidi, proprio sulla sinistra di quella discesa, un varco verso una casa diroccata… Ricordai… Era stato proprio lì che era cominciato tutto… IL SECONDO GIORNO…
Infatti, anche all’indomani della mia prima visita a mio cugino, mi recai a casa sua… Ma, questa volta non entrai all’interno, almeno sul momento… Necleo, m’aspettava davanti alla SUA PORTA… chiusa! Mi fece cenno che sarebbe sceso da me, ed infatti così fece! Mi diede la mano, e cominciò a scrutarmi con i suoi occhi verdi in modo molto strano! Mi disse: “Pantini… Sei arrivato! Lo sapevo che non saresti riuscito a starmi lontano!! AHAHAHAHA!! Adesso, devi venire con me in un posto… Ma, ancora è presto, quindi, facciamoci una passeggiata per le vie della SUA città…”. Io accettai, e gli chiesi dove saremmo andati, e quello, molto normalmente, rispose che il posto era lì vicino, e che non c’era nulla di cui preoccuparsi!
Da quel momento, cominciammo a parlare in modo normale! Tutte le persone che ci incontravano ci salutavano, e LUI e me, rispondevamo cordialmente! Necleo, addirittura, si mise a parlare con un suo vicino di casa, e sembrava essersi scordato di tutti gli eventi che erano accaduti! Andammo proprio nel bar della piazza, e lì andammo a prendere una bibita! Parlammo d’informatica! Gli dissi della mia passione per i computer, e mi confidò che anche lui era molto interessato a quell’argomento, e che sarebbe venuto a casa mia, per vedere il mio computer che mi era stato regalato da mio padre… Insomma, tutto era accompagnato da una normalità disarmante! Intanto, stava per scendere la SERA… Necleo, m’annunciò che dopo saremmo andati a casa sua. Ci alzammo da quel tavolino, e percorremmo la strada che portava proprio in quella strana via! Mi chiese di scendere per quella discesa per primo, e di aspettarmi, poiché sarebbe arrivato subito dopo… La scusa era quella che doveva far pipì… Senza pensare a quello che sarebbe accaduto, mi fidai e scesi in quell’oscurità! Girai l’angolo, e mi trovai in un luogo tetro… Stranamente, faceva freddo… Tutti calcinacci e pietre! Quello era lo spazio vuoto tra due edifici antichi… Cercai d’orizzontarmi… Mi stava venendo anche l’ansia, perché mio cugino, nonostante i miei richiami, non arrivava! Stavo per salir di nuovo per quella via, quando, mi sentii abbracciare alla vita da due mani! Non riuscivo a veder nulla, però capivo che si trattava di LUI! “Necleo! Cosa fai?” Gli chiesi, e lui, con una voce stranissima, disse: “Faccio amicizia… Siamo amici, è vero?” Risposi di si, e mi sentii stringere la pancia ancor di più, mentre sentivo, da dietro la schiena, un’altra mano che non ci poteva essere, toccarmi i fianchi! “Pantini! Gli ESPERIMENTI sono INIZIATI!! AHAHAHA!! Queste sono LE TRE MANI!! AHAHAHA!!” Urlai dal terrore, e cercai di sfuggire a quella strana presa! Mi liberai, oppure, mi liberò, e corsi verso la strada, ma, nel farlo, mi graffiai le mani con quei muri pieni di calcinacci!! Arrivai di corsa nella strada principale con il fiatone! Necleo, dietro di me, mi disse: “Andiamo!! Ora, bisogna andare!! Forse ho esagerato come PRIMO ESPERIMENTO!! AHAHAHAA!!”… Se fossi stato un pochino più grande, probabilmente, dopo quell’esperienza, avrei detto addio a mio cugino, ma non lo feci… Gli chiesi solo: “Necleo… Perché?” Quello, senza parlare, camminava per arrivare a casa sua! Salimmo le scale, girò la chiave ed entrammo nell’OSCURITA’ di quella casa, illuminata solo, al piano superiore da una luce! Si vedevano muoversi solo delle ombre che andavano avanti ed indietro… Pensai istintivamente ad altro, ma speravo che si trattasse di sua madre, sua nonna, oppure di sua sorella…
Mi portò di nuovo sul balcone… Tutto era avvolto da una calma molto strana! Addirittura, s’udivano i grilli cantare! Non avevo il coraggio di parlare, ma non ce ne fu bisogno, perché, cominciò lui… “Bella questa vista? Non è vero?” Io risposi di si, e poi gli dissi: “Ma… Ma, come hai fatto prima a farti uscire un’altra mano…” Mi bloccò, dicendo: “Non ero io… sai… Io l’HO CHIAMATO, e LUI E’ VENUTO! Anche se era GIA’ QUI DA SEMPRE!! Aiutami!! NON SEI VENUTO PER CASO… PANTINI!!” Capii che Necleo aveva bisogno di me, anche se non sapevo esattamente come aiutarlo, quindi, l’abbracciai e dissi: “Si!! Ti aiuterò!! Ma cosa posso fare per te? CHI hai chiamato?” A questo punto, mi sentii portare verso l’interno del salotto! Mi sentii buttare su un divano, e Necleo sopra di me… Rideva, e disse: “Te l’ho detto! Io non sono Necleo… NECLEO E’ MIO!! Tu Pantini, non lo potrai aiutare!! IL TEMPO… IL TEMPO VIAGGIA!! Viaggia e fa VIAGGIARE!! Ha visto il FUTURO ed ora, rimpiange il PASSATO!! Come farai tu, ricordando questi anni…”. Volli liberarmi da quella morsa, ma mi prese per le braccia, e cominciò a graffiarle! Aveva delle unghiette taglienti! Mi sussurrò all’orecchio, mentre SGHIGNAZZAVA… “Non potrai più fare nulla per LUI!! Lui, cerca di capire… ed è questo che lo ha PORTATO A ME… Ed ora, tu vuoi fare la stessa fine? AHAHAHAHA!!” Riuscii a sollevarmi, e le parti s’invertirono! Provai, con un cuscino a premere sul viso di Necleo… Non pensavo d’uccidere… no… ma lo stesso, ci provai!! Intanto chiedevo: “Chi sei, Necleo? CHI SEI DAVVERO?” Quello, disse: “Ahi!! Mi fai male, Michele! Cosa fai?” Lo liberai, e quello, ridendo, disse: “CI SEI CASCATO PANTINI!! Adesso va! Va a casa! Qui c’è un VETO!! Necleo E’ MIO! Chi chiama i DRAUGR, non vive abbastanza… NON POTRAI SALVARLO, Pantini!!” Dicendo così, mi spinse fino a farmi alzare, poi, con voce normale, mi disse: “CORRI!! VA VIA!!”… Non me lo feci ripetere due volte, e corsi verso la porta, come già avevo fatto il giorno prima… Intanto, vedevo strane ombre arrivare dall’oscurità di quella stanza! Mi sentii gelare il sangue, e corsi via! Sapevo, però, che sarei RITORNATO!
Da solo in quella via, curvo per il mio malessere, ricordai la mia SECONDA parte degli ESPERIMENTI… Dunque, Necleo voleva che rivivessi il TERRORE? Cosa era accaduto? Adesso ricordavo… Avrei dovuto salvarlo… Sapevo che mio cugino, aveva dentro di sé quella cosa… Però, avevo ricevuto quel messaggio e quella data!! Non volevo crederci!! No!! Necleo, era lì!! Non era morto!! Anche se agitato, provai un senso di spavalderia! Proprio come in quei giorni, giurai di CERCARLO ANCORA!! Mi venne anche un dubbio… E se fossi stato io a FARGLI DEL MALE in quei giorni? E se la causa di tutto fossi stato io? A pensarci bene, questo non era possibile, anche se ricordavo d’avergli premuto un cuscino in viso… ma era stato solo per difesa!! Un altro messaggio: “… I RICORDI FANNO MALE? Hai visto? Adesso va VIA!!”.
Il mio primo giorno nella città in cui ero cresciuto era finito! Senza esitare, tornai a casa mia, cercando di sistemarmi al meglio! Non volevo che i miei mi vedessero sconvolto, ma lo ero! Non avevo ancora visto Necleo, ma fu come se lo avessi fatto! Ne avevo avvertito la presenza, ed ancora, nonostante la mia lontananza dalla SUA CASA, la avvertivo ancora! Decisi, vista l’ora, di rientrare in casa.
Ora, mi trovavo solo su quel divano che fungeva per me da letto. Ero solo… Erano le due di notte, e tutto taceva nel buio. Con la mente, cercai di far mente locale su quello che avevo vissuto! Ero certo che tutto era NORMALE, ma inquietante! Infatti, pensai che Necleo, volle farmi spaventare… In fondo, non avevo visto altro che OMBRE E LUCI… ma erano le sue PAROLE ad avermi fatto effetto… In quel buio, di quell’estate così calda, mi rigiravo senza trovare posa… La spalliera del divano, era per me, come un muro! Misi la testa tra il cuscino e quella! Cercai di prender sonno, ma ad un tratto, sentii la presenza… LA SUA PRESENZA! Nessun rumore, eppure, pensai seriamente che mio cugino era lì, con me! La logica, suggeriva il contrario, però, il cuore no! Sapevo che si trovava lì… dietro al divano… Non osai spostarmi! Non volevo vedere! E fu qui che il sonno mi colse all’improvviso!
Un nuovo giorno era sorto! Un giorno che per gli altri era NORMALE, ma io attendevo qualcosa! Non vedevo l’ora di ritornare su quella PANCHINA, ma sapevo che era ancora presto! Questa volta, avrei dovuto essere più audace… Dovevo andare a parlare direttamente con LUI! Così, mi alzai, ed andai a far colazione! Sentii il cellulare squillare! Era un messaggio! Infatti, nella fretta, avevo dimenticato di disinserire Internet! Scesi di nuovo le scale, e sul display c’erano scritte queste parole: “… Passata bene la notte, Pantini? Come dormivi bene… AHAHAHA!!”. Avevo trovato conferma a quello che avevo pensato di notte! LUI era davvero con me! Tremando, salii le scale…
Quel giorno, questo me lo sentivo, lo avrei incontrato. Così, dopo essermi preparato, uscii. Il mio intento, era di sedermi ancora su quella PANCHINA… ma, arrivando in piazza, notai che ciò era impossibile. Il sole la copriva interamente, e si moriva di caldo! Soltanto di pomeriggio si poteva stare comodamente seduti. Sconsolato, andai, questa volta, nel bar di fronte a me. Intanto, in mezzo a quella piazza, guardai di nuovo quella FINESTRELLA, ma NULLA! Mi diedi del pazzo per aver pensato che Necleo, quella notte, potesse essere a casa mia, però, il cellulare diceva altro… mi contraddiceva! Entrai nel locale, ed ordinai un caffè!
Ero appoggiato al bancone, aspettando la bevanda, quando, vidi passare proprio LUI dalla porta aperta! Mi si fermò il respiro! Mi guardò in modo strano, e stava per andare in direzione di casa sua. Lo chiamai! Non potevo fare altro… “Necleo! Ciao! Vieni a prendere un caffè con me… E’ da tanto che non ci vediamo! Così, sei arrivato?” Quello, smise di fissarmi con quello sguardo, ed entrò nel bar, salutando. Ci abbracciammo, sotto lo sguardo della bella barista, ed ordinai, anche per lui, quello che voleva… Non prese il caffè, ma volle una bibita in lattina! Pagai, e non osai far domande… Se ne accorse, e disse: “Pantini! Come mai, quando incontri Necleo, ti tieni tutto dentro? Sei il solito… Allo smartphone, scrivi e scrivi… Ora, invece NULLA!!”. Lo guardavo, pieno di curiosità, ma anche un po’ intimorito, e gli dissi piano, perché non volevo essere udito da nessuno: “Necleo! Ho ricordato molto in questi due giorni! Dimmi… Tu cos’hai fatto? Dove sei stato? Va bene il lavoro? E poi… E poi, stanotte…” Mi guardò di nuovo con quello sguardo strano, e quel sorriso, o GHIGNO particolare, e mi rispose: “Fai domande a raffica! Sono stato un po’ qui, ed un po’ lì… Guardati… SEI INVECCHIATO… mentre il TUO NECLEO, non lo è affatto! Sembra che per LUI il TEMPO NON PASSI… AHAHA!! Come me lo spieghi, Pantini! Io l’avevo detto… Avevo parlato in tempi non sospetti di FISICA QUANTISTICA e di altro… Ma, tu, come al solito, NON HAI CAPITO!! AHAHA!! Ma ora, sarà tutto DIVERSO!! Posso portarti nel PASSATO se tu lo vuoi… Però, è LUI che NON VUOLE! AHAHAH!!” Deglutii a vuoto! Stavo per domandargli altro, quando la barista ci mise davanti quello che avevamo ordinato! Uscimmo per sederci ad un tavolino vuoto! “Necleo! Stanotte, a casa mia… ERI TU?” Mio cugino, mi guardò, dopo aver aperto la lattina, e disse: “Anche se si, tu cosa puoi fare? Puoi VEDERE solo quello che il tuo PICCOLO CERVELLO ti fa PERCEPIRE… Ancora devi LAVORARE Pantini… Ancora non sei pronto per essere OSSERVATORE, anche se hai OSSERVATO molto… AHAHAHA!! Te l’ho già detto… Devi SEGUIRLO… PROSTARTI A LUI, se vuoi ENTRARE DAL CAPPELLAIO MATTO!! AHAHA!” Rimasi turbato! Ricordai quell’altro PERSONAGGIO che EGLI m’aveva GENTILMENTE, fatto CONOSCERE! Avrei voluto chieder di più, ma Domenico, un nostro amico, si unì a noi al tavolo! Lo salutammo cordialmente… Anche lui, non vedevo da molto tempo… ma, ci aveva interrotti sul più bello! Necleo, come suo solito, cominciò a fare il NORMALE, e alle domande di Domenico, cominciò a rispondere NORMALMENTE, ma ogni tanto, mi gettava occhiatine con il suo GHIGNO! Intanto, pensavo alla favola di ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE… Ero proprio come la protagonista di quella FAVOLA… Però, il CAPPELLAIO, io lo avevo conosciuto DAVVERO… La mia mente era offuscata! Ancora, non avevo messo bene a fuoco tutto… Ricordavo DRAUGR… o DRAGUR, come lo chiamavo… Ne avevo paura… Ma, c’erano altre FIGURE, altrettanto spettrali! In un solo istante, mentre Domenico parlava e parlava, e Necleo, rispondeva e rispondeva, ricordai del PENNACCHIO e delle ORECCHIE DA GATTO!! Mi misi a tremare… Ricordai pure, una LUCE dietro la PORTA! Quella, era tutta roba che avevo vissuto! Giuseppe… Necleo, o chi per lui, intanto, oltre a farmi smorfie, non parlava di quelle cose… Parlò di tutto, ed ogni tanto si rivolgeva a me, facendomi domande NORMALI, ed io, vista la presenza di Domenico, rispondevo normalmente! In quei pochi minuti, ricordai moltissime cose, anche se non avevo, ancora, ricevuto nessuna, o quasi… risposta! Tutto era surreale!
Domenico, sembrava non volersi staccare da noi… Ordinai, anche per lui un caffè… e dopo, m’alzai per andare a pagarlo… Necleo e Domenico, parlarono ancora un po’… ma poi, mio cugino, s’alzò ed andò via, dicendomi: “Michele… Io devo andare al mare… Ci vediamo dopo…”. Lo salutammo, e quello sparì… Sparì proprio come era arrivato! Rimasi insieme a Domenico, ma il mio pensiero era a quello che avevo ricordato ed a quello che Necleo m’aveva detto…
Stetti con Domenico per tutta la mattina! Ma il mio scopo era quello di RICORDARE quegli eventi della mia vita, ormai passati! Ah! Solo dopo un po’ di giri per la città, cominciai a ricordare, che io… proprio come aveva fatto con me Necleo, avevo inventato per Domenico delle storie, anche paurose, che avevamo portato avanti, proprio come se fosse stata realtà, fino a qualche tempo prima… In pratica, mi ero comportato come Necleo nei miei confronti, ma molto più dolcemente… Questa somiglianza di eventi tra me e mio cugino, mi faceva uno strano effetto… Io, avevo soggiogato il mio amico, proprio come aveva fatto con me, mio cugino, tanto da inventare storie su quello che mi era accaduto nel corso degli ESPERIMENTI in quel SALOTTO! Anch’io, proprio come Necleo, avevo agito su di lui, facendo ESPERIMENTI! A volte, CAMBIAVO VOCE ed ATTEGGIAMENTI… Avevo addirittura scritto dei racconti, riguardanti il nome di DRAUGR… che poi, sarebbe diventato un DRAGO BUONO, e degli ESPERIMENTI, che poi sarebbero diventati in seguito EXPERIMENTES… del BUIOS e del PENNACCHIO, diventato PEN… Insomma, ho descritto minuziosamente, quello che mi era accaduto, sotto forma di FAVOLA! Però per me non erano solo RACCONTI, ma REALTA’…
Non parlai di questo a Domenico… Non potevo! Avevo, ora, solo voglia di RICORDARE IL VERO… NON IL RACCONTATO!
Finì la mattinata! Ora, mi trovavo a casa mia… Steso su quel divano, cercai di IMMERGERMI in quel lago di RICORDI, proprio come farebbe un sub in acque profonde… Mi venne in mente, che proprio un giorno, forse il quarto giorno, durante gli ESPERIMENTI AL BUIO, Necleo, mi fece accomodare sull’altro divano, opposto a quello su quale era accaduto l’affare del cuscino! Adesso, avevo di fronte, sia un’altra entrata al balcone, con le serrande chiuse, ma non del tutto, e mio cugino! Riuscivo a vederne solo la SAGOMA in controluce! Quello, come del resto, molti altri, per me, fu un’esperienza terrificante! Infatti, non so come, Necleo, mi disse che avrei visto delle COSE DI LUI che non avrei mai potuto SCORDARE! Aveva ragione! Notai, che sulla sua testa, c’erano delle ORECCHIE DA GATTO! Sentivo anche la sua risata trasformarsi, e diventare molto NASALE!! Cominciai a gridare! Volevo toccarlo, ma Necleo, mi disse, scappando via nel BUIO, di non farlo… ma ricordo, qualche altra volta, d’avergli toccato il viso, e d’aver toccato qualcosa, simile a denti ed a peli!! Identificai, perciò, quello che lui chiamava DRAUGR, o DRAGUR, con quella BESTIA… Mi risollevai dal divano con il fiato corto!! Ricordai anche quella parola… BESTIA!! Adesso, ricordavo anche LEI!!
Era il momento d’uscire di nuovo, per recarmi alla solita PANCHINA, per rivedere LUI! Adesso, ero sicurissimo d’aver visto, molto di più! Pensai che forse, il tutto, era frutto della mia suggestione… Magari, Necleo, con dei trucchi, m’aveva fatto credere l’IMPOSSIBILE… Ma, più ricordavo, e più capivo che ciò non poteva essere FALSO! Era TUTTO VERO!!
Andando per la strada, cercavo di mettere a fuoco altro… ma, oltre a quello che avevo visto in RICORDO, ancora nulla… Però, sapevo che da lì a poco, avrei RICORDATO il PENNACCHIO!!
Arrivai, di nuovo, in piazza, e questa volta, trovai la PANCHINA occupata, così, mi sedetti su un gradino rialzato, per poter vedere quella FINESTRELLA… FINESTRELLA che mi ricordò, un altro mio RACCONTO… Da quella, comunque, ancora il NULLA!! Aspettai ed aspettai, ed alla fine, la PANCHINA… LA MIA PANCHINA, si liberò da quei ragazzini, che avevano preso dal vicino distributore, lattine di bibite energetiche, tanto in voga… M’avvicinai, e mi sedetti! Dovetti togliere di mezzo, le lattine vuote per metà, e nel farlo, leggendo l’etichetta, ricordai un carattere per computer! Un carattere che, proprio da Necleo, vidi per la prima volta, insieme a lui… MATISSE! Mi venne un brivido lungo la schiena! Quel carattere tipografico, m’aveva sempre fatto impressione! Non ne ricordavo, comunque, il perché! Sapevo che non era un carattere standard del sistema di videoscrittura che normalmente usavo! Era allungato ed irregolare… molto… molto strano! Anche quello, era un REGALINO di mio cugino!! Dalla FINESTRELLA, ora, potevo vedere la PERSIANA A RIGHE ORIZZONTALI, APERTA… Da lì a poco, di sicuro, sarebbe cominciato lo SPETTACOLO!
Avevo visto, anche se non davvero, il carattere MATISSE!! Con quello, riuscii a ricordare i nostri trascorsi da tecnici informatici! Ah! Quanti computer di altri, avevamo aggiustato! Quante emozioni e voglia di superarsi, in quella materia, così lontana dagli ESPERIMENTI… Qualcosa passò dalla FINESTRELLA! Un affare bianco! Mi rizzai sulla PANCHINA, e notai che sul cellulare, c’era un messaggio… “PANTINI! Sei di nuovo qui? AHAHAH! Ti sei RICORDATO?” Risposi: “Del tutto ancora no… Sto cercando di capire, Necleo! Aiutami!”… Dalla FINESTRELLA, ora, come una mano bianca, che spuntava da sotto… Sembrava salutare! Ma non sembrava una mano UMANA… Rabbrividii ancora! Presi, nonostante tutto, coraggio, e scrissi sullo smartphone: “Necleo… Cos’è il PENNACCHIO in realtà?”. La mia domanda, m’accorsi che non era completa… Infatti, non ebbi il coraggio di scrivere che, in realtà, avrei voluto RIVEDERLO… Dalla FINESTRELLA nulla… Nemmeno dal cellulare… Però, la mia mente, mi portò a rivivere proprio quella esperienza!
Necleo, nei suoi vaneggiamenti sugli UFETTI, come LUI definiva gli EXTRATERRESTRI, m’aveva, nelle lunghe sedute al BUIO negli ESPERIMENTI, parlato di varie RAZZE di EBE… Entità biologiche extraterrestri… tra cui, i GRIGI, i NORDICI, ed addirittura i RETTILIANI! Capii, solo allora, il nesso, ma ancora non volevo crederci… Mi parlò dei GRIGI… ed io ho avuto anche il sentore d’averli visti, anche non avendolo mai fatto! Il PENNACCHIO, era proprio come la SAGOMA di un GRIGIO!
Un giorno… forse il più OSCURO di tutti, Necleo, si chiuse nella stanza di sua madre, dicendomi di non entrare per nessun motivo… Diceva che m’avrebbe presentato un AMICHETTO! Non volevo rimanere da solo in quel salotto, ma lo feci! Dopo circa un minuto o due, Necleo, mi disse dalla stanza chiusa, d’aprire la porta… ma di non scappare… Ricordo ancora, me, sulla scala metallica, a guardare quella PORTA CHIUSA… M’avvicinai, girai la fredda maniglia, e, davanti a me, trovai LUI che stava in piedi, con qualcosa sulle spalle! Necleo, era solito, durante gli ESPERIMENTI, indossare un PLAID, per poi, all’occorrenza, buttarmelo sulla testa… ma, solo quello, in quella VISIONE che ebbi, era normale! Quello che vidi, era come un enorme PLETTRO al di sopra della sua testa… mentre LUI rideva! Quella visione, fu per me spaventosa! Nonostante la mia promessa di non SCAPPARE, aprii velocemente la porta… e via!! Proprio come la prima volta!! Raccontai, in seguito, in un mio racconto, una cosa molto simile! Forse, per esorcizzare la mia paura! Quello, di sicuro, era una rappresentazione di un GRIGIO! Già… Ecco cos’era il PENNACCHIO! Il giorno successivo, dissi di volerlo rivedere! Necleo, lo stava facendo, portando quella cosa proprio in salotto… Aveva delle strane cose che gli spuntavano da dietro! Non capivo cosa potevano essere! Al buio di quel salotto, potevo solo, con l’immaginazione, provare ad indovinare la forma completa ed il davanti! Lo stava portando vicino a me, ma io, gridando, all’ultimo momento, feci correre via mio cugino, che si nascose nella stanza della madre! Quel giorno, Necleo, accese la luce, e mi trattò come un vigliacco!! Ed aveva ragione! Potevo veder parte di verità, ma non ne avevo avuto il coraggio! Fu una serata tra le più tristi!! Comunque, ora comprendevo!! Compresi, su quella PANCHINA, la verità…
Con un sospiro, ripensai agli ESPERIMENTI! Avevo visto tante cose… Capii, che i GRIGI, erano una specie di ibridi… mentre, i NORDICI, erano quasi umani, ma quelli che dovevano far più paura, erano appunto i RETTILIANI, capaci di CAMBIARE IL PROPRIO CORPO… Si… ma, Necleo, con questi esseri, cosa centrava? Solo allora, dallo smartphone, una risposta: “Pantini! Ricordati! Necleo ERA un BIMBO INDACO! Quegli anni… ’80… Cosa sono i BIMBI INDACO?”… Ad un tratto ricordai, proprio, quello che Necleo m’aveva detto al riguardo, catalogandosi come BIMBO INDACO! Egli mi disse che negli anni ’80, erano nati dei bambini con occhi particolari, che possedevano dei poteri paranormali! Compresi, che forse, EGLI, era stato CONTATTATO da questi esseri di altri mondi, ma, più ci pensavo, e più capivo che non poteva essere così! Infatti, non erano stati questi ESSERI a contattarlo, ma proprio LUI… Era stato LUI a contattare DRAUGR e la sua truppa di esseri STRANI ed, a quanto pare, anche pericolosi! Dunque… chi era, davvero mio cugino Necleo?
Adesso, avevo rivissuto un’altra parte della verità che m’aveva condotto nella mia città! Però, questo, anche se terribile, non bi bastava! Volevo ricordare ancora! Quindi, scrissi a Necleo: “Ho ricordato il PENNACCHIO! Ho capito anche d’aver commesso un errore a non voler vedere, ma questo già lo sai! Sento, però, che c’è dell’altro! Raccontami…”… Come al solito, nessuna apparente risposta, ma s’alzò un vento caldo! Cominciai a sudare! Dalla FINESTRELLA, la luce s’accese, e rimase accesa! Il telefono cominciò a vibrare! Un messaggio! “PANTINI! Ancora non sei pronto per la verità! L’hai SOLO intravista! Ma LUI è lì con te! SCAPPA!” Mi prese il terrore, ma non mi volevo muovere… Solo per un attimo, dalla strada che portava all’affaccio, dal muro della LAMIA, un VOLTO spuntare, per poi sparire! Era quello di Necleo! Ma, come era possibile questo? Ad un tratto, proprio mio cugino, entrò in piazza dalla parte opposta da dove avevo intravisto quel VOLTO… Com’era possibile! Senza darmi retta, solo guardandomi in modo molto strano, cominciò ad attraversare tutta la piazza, per poi sparire tra la gente! La luce, dalla FINESTRELLA, ora, era SPENTA! Non era fisicamente possibile una cosa del genere! Nessuno si poteva SDOPPIARE… ma, forse per Necleo, quella era una cosa possibile! Infondo, avevo percepito la sua PRESENZA a casa mia, e poi, io, avevo già vissuto qualcosa di simile, durante gli ESPERIMENTI! Cercai Necleo con lo sguardo, ma non lo vidi! Dal cellulare, un altro messaggio: “NECLEO E’ MORTO… MORTO PER MOLTE VOLTE… ALMENO TRE!! Non lo cercare, PANTINI! Vuoi di nuovo gli ESPERIMENTI? Se li vuoi, allora PROSTRATI A LUI e RIVIVRAI IL PASSATO… Quelle sere al COMPUTER! Quel CARTONE ANIMATO GIAPPONESE, e quell’ATMOSFERA... Ci sono sempre stato nella tua vita… Dal DOTTORE, e da MARGHERITA! Ti ricordi, PANTINI?”… Sobbalzai! Per l’ennesima volta, Necleo m’aveva detto di essere MORTO, ed in aggiunta, avevo anche capito quando… ma ciò non era possibile! Però, leggendo quel nuovo messaggio, avvertii per un attimo, le ATMOSFERE citate! Con mio cugino, avevo avuto delle esperienze in comune… IL DOTTORE PARALITICO e la mia vicina di casa, di tanti anni prima, MARGHERITA! Anche questo, avevo scritto in alcuni dei miei racconti! Come faceva Necleo a ricordarsi?
Adesso, provavo soggezione a stare seduto! Cominciai, a ricordare altri ESPERIMENTI! Intanto, con lo sguardo, cercavo mio cugino in quella piazza, ma era come svanito nel nulla! Ricordai, che una sera d’inverno, andai a trovare Necleo a casa sua, e come al solito, m’accolse al piano superiore! Salii le scale di metallo, ed a metà strada, vidi come un’ombra molto alta, andare verso la cucina! Era tutto BUIO! Capivo che doveva essere per forza lui, anche perché, sua sorella, sua madre e sua nonna, erano al piano inferiore! Stavano per salire su… Lo chiamai, ma NULLA! Intanto, feci altri due passi, ed ora, potevo vedere, nell’OSCURITA’ più assoluta, il tavolo… la tv… Mi sentii prendere per la vita da dietro, e cominciai ad urlare, intanto, una MANO mi teneva la bocca! Mi sentii, allora, portare in cucina! M’accorsi che era Necleo, il quale mi disse di guardare fuori, proprio dalla FINESTRELLA… Non vedevo nulla! Stavo anche cadendo sul piccolo gradino! Vedevo solo la piazza! Ad un tratto, s’accesero tutte le luci! Erano i suoi parenti! Erano appena saliti, e Necleo, prese a far il NORMALE… Mi disse: “Michele… Dai… Scendiamo giù!”… E così, con i suoi già su a vedere la televisione, siamo scesi per quelle scale di metallo, fino ad arrivare in salotto! Fuori tuonava a malapena, ma già potevo sentire l’odore di terra, tipico dell’arrivo della pioggia! Mi fece sedere sul divano, quello del CUSCINO, e mi disse, spegnendo la luce, appena accesa, di rimanere fermo ad aspettare… Sentivo un enorme terrore, ma eseguii quanto detto! Mi guardavo, intanto, intorno! Alla mia destra, un’altra sala, separata da un arco, un grande tavolo con davanti un balcone che dava sulla strada… proprio quella da dove s’arrivava alla sua abitazione! Si potevano vedere i riflessi dei lampi! Ricordai pure, che Necleo possedeva un organo per bambini ad aria, che era posto vicino al tavolo ed alla credenza molto alta! Dall’altra parte una specie di consolle antica, con tre cassetti, ed uno specchio che rifletteva la credenza! Seduto DA SOLO, su quel divano, percepivo freddo… Davanti a me, l’altro DIVANO… Era la STANZA A SPECCHIO! Tutto era uguale, sia da una parte che dall’altra!! Anche di questo avrei scritto in seguito… Davanti ai divani, due tavolini identici, e sotto, dei soprammobili bianchi! Un’altra cosa, era la stanza della nonna, proprio alla mia destra, con la PORTA semichiusa… ed il balcone… come del resto l’altra parte della stanza, dove, vicino all’altro balcone, c’era la tv… Necleo, mi disse di stare in silenzio ad osservare! Era già seduto sull’altro divano a fissarmi nel buio con uno strano sorriso! Non so come ho fatto a vedere, in quanto era tutto buio, ma lo feci! Non passarono due minuti, che vidi… proprio davanti a me, qualcosa di pazzesco! Necleo, sembrò trasformarsi in qualcosa di diverso… Mi apparve che la sua ombra, diventasse sempre più alta… fino a toccare il soffitto! Cosa impossibile! Trattenni un grido, e sentivo mio cugino ridere… Ecco cosa avevo visto di sopra… Era proprio quella cosa…
Mi risvegliai sulla PANCHINA a quel ricordo, con il cuore che mi andava a mille! Intanto, proprio LUI, passò dalla LAMIA, con il suo GHIGNO… Avrei voluto fermarlo, ma le gambe non si mossero! Fu, proprio lì che ricordai un’altra cosa che riguardava Necleo… Se ne andò, e per quella sera, decisi d’averne abbastanza! Riuscii a sollevarmi per andare via! Andai nel vicino bar, e mi scolai tre birre da tre quarti, in poco tempo. Intanto, ricordavo le TRASFORMAZIONI di Necleo…
Da bambino, egli, era molto diverso! M’aveva fatto vedere delle fotografie, ed io l’avevo conosciuto quando era DIVERSO… Ma, di trasformazioni, EGLI, ne aveva fatte molte… e tutte molto diverse! Da bimbo, era grassottello, ma poi col tempo, riuscii a dimagrire molto! In seguito, s’aggiustò anche i capelli a CASCHETTO… Capelli, che m’avevano sempre fatto impressione, non so perché! Ma queste non sono solo le UNICHE TRASFORMAZIONI! Nel corso degli anni, ne fece molte… Ricordarle tutte, è impossibile! Egli, nel tempo, divenne patito di CORSA… Infatti, andava a correre parecchio, e sempre ad orari molto caldi!
Necleo, comunque, a dispetto di quanto stavo raccontando, non era sempre con me, misterioso… Al contrario, moltissime volte, era buono e tenero nei miei riguardi, cosa che strideva moltissimo con le attività che svolgeva negli ESPERIMENTI… Come ho già detto, noi lavoravamo, spesso, da consulenti informatici! Egli, il primo computer, lo aveva visto proprio a casa mia… Era rimasto affascinato a vedere quella macchina… Non sapeva neppure battere un tasto… Però, poi successe qualcosa, che lo portò ad essere super bravo come me, in questa materia! Mi sono sempre chiesto come aveva fatto! Infondo, aveva cominciato molto più tardi di me ad usare i computer!
Bevendo, in quel bar, ricordai che quando aveva ordinato il suo primo computer, andai a casa sua per vederlo, e montarlo insieme a lui… ma Necleo era ancora a scuola! Arrivò il corriere… e aspettai mio cugino, insieme a sua nonna al piano superiore, con tutti gli scatoloni… Quando arrivò, era in lacrime… Non l’avevo mai visto così… Disse che gli faceva male la testa, ed andai via! Ci saremmo visti nel pomeriggio… per montare quella macchina! Tutto cominciò proprio lì… Necleo, sarebbe diventato, proprio come ero io, un patito d’informatica… Le persone, ci chiamavano MOSTRI, per quanto eravamo bravi… Ma, come aveva fatto Necleo a diventare in quel modo? Forse, il suo MAL DI TESTA, era dovuto a qualcosa di ANORMALE?
Era ormai scesa la sera… Durante il tragitto per arrivare a casa, riflettevo, chiedendomi spiegazioni che, naturalmente, non possedevo… Necleo, era, come ho già detto, bravissimo negli sport, soprattutto nella corsa! Amava anche andare a mare, e ci andava a piedi! Però, EGLI, non era sempre stato così… Infatti, da bimbo, stava sempre a casa a guardare la tv con i suoi! Se giocava a calcio, lo faceva solo perché un suo compagno di classe lo andava a chiamare! Poi, durante i nostri ESPERIMENTI, tutto cambiò… Divenne un patito di ESERCIZI FISICI, e li svolgeva nella STANZA della nonna… Ah! Quanto sudore, in quel periodo… Sembrava, comunque, dotato di una particolare RESISTENZA, che a pensarci, col senno di poi, pareva NON ESSERE UMANA! EGLI, parlava anche di certi farmaci per DOPING, tanto da farmi pensare ad un uso da parte sua… anche se, a dir il vero, ora comprendevo che non si trattava affatto della eritropoietina, da LUI tanto citata! Forse, aveva fatto qualcosa con QUALCUNO o QUALCOSA?
La cosa peggiore successe più in là nel TEMPO… Infatti, cominciò a soffrire di uno strano disturbo che lo portò quasi a non camminare! Ricordo, che furono chiamati a far diagnosi molti medici… molte visite, ed alla fine, qualcuno ipotizzò una DISTROFIA… Una cosa terribile, che l’avrebbe, di sicuro portato alla SEDIA A ROTELLE… ma, così non fu… Infatti, INSPIEGABILMENTE, EGLI guarì! La malattia, com’era venuta, era andata via MAGICAMENTE! Ah! Ancora ricordo, una sera, Necleo cadde vicino a casa mia, e mi chiese aiuto! Non sapendo cosa fare, lo aiutai ad alzarsi, e gli dissi che presto avremmo riso per quella cosa… Così fu!! Tutto, con Necleo, sembrava incredibile!! Infatti, di questi fatti, tutti avevano perso la memoria… come se non fosse mai accaduto!
![]()