IL LIBRO DI JOGI

 

 

Capitolo 21 (LA DECISIONE DI SOPRANNATURAL. IL PRIMO FRUTTO DELL’AMORE TRA ASHER E SWATE. IL NUOVO INCONTRO CON SAGEM)

 

Ritornò il giorno. Tutti, sapevamo che i due innamorati erano ancora insieme…

Asher e Swate non erano rientrati, come avevano deciso! Quella notte, fu per i giovani, una notte ricca di giochi e d’amore. La mia Regina mi disse che invidiava il loro amore così puro e tenero, e volle amarmi. Ripensavo, durante l’atto, all’ingenuità dei due… Avevano tentato, loro, di portar la pace al posto mio… Questa cosa mi fece male… Avrei dovuto io far quel passo e non loro!! Purtroppo, le parole di mio fratello Orzak, avevano cancellato ogni mio pensiero di pace con lui! M’odiava, ma, pensavo alle sue ultime parole… ‘ E PENSARE CHE TI VOLEVO BENE… ‘.  Nel ricordarle, piansi ma, in silenzio per non farmi ascoltare dalla mia Regina. Comunque, dovevo farmi forza… Così, decidemmo di volar per cercare cibo.

 

Asher si era svegliato prima di Swate. Volle andare a dissetarsi ad un vicino ruscello. Mentre si dissetava nella limpida acqua, udì qualcosa muoversi dietro di lui. Era Josh… l’unicorno che lo aveva sempre preso in giro. Anche quella volta andò così: “… Bene bene… Guarda chi si rivede… Asher… M’è giunta voce che non ti sei ancora stancato di quella brutta zebraccia, e che, nonostante le botte che t’hanno dato, ancora continui a far danni!!” Asher, nel sentire questo, rispose: “Josh!! Perché continui a prendermi in giro? Cosa t’ho fatto di male? E’ da quando siamo nati che continui a far ciò!! Lasciami in pace… E poi, non parlar male della mia Swate!!” Josh, rispose: “Io parlo male di lei quanto mi pare e piace… E’ CATTIVA… mentre tu, sei solo uno sciocco… Sai cosa ho sentito dire da un asino? Tu sai che gli asini fanno veggenze spontanee, non come noi che le facciamo quando vogliamo… M’ha detto che presto, succederanno cose cattive sia a te che a tutti gli altri… LA COLPA SARA’ TUA!! Sai… credo proprio che tu non sia un unicorno… Tutti ti vedono come un principe, visto che tuo padre è Soprannatural, ma non è così!! E’ un disonore accoppiarsi con una zebra… E poi, non ti sei reso conto d’esser seguito e spiato? Si vede proprio che sei uno scemo… AHAHAHAH!!” L’unicornino alato, arrabbiandosi, disse: “Come ti permetti, Josh!! Sei solo invidioso… Ecco cosa sei!! A te, nessuno t’amerà mai!! Lo sai perché? Perché sei solo un violento ed un bullo!! Lasciami in pace… altrimenti…” “Altrimenti cosa? Ti metti a piangere? Chiami tuo padre? Solo così sai difenderti…” Asher, abbassò il capo, e fece vedere il corno al rivale.

Proprio allora, arrivò Soprannatural. Egli, nel vedere suo figlio in quella posizione, capì tutto, e guardò male Josh che scappò. “Figlio mio… Perché non sei ritornato a casa questa notte? Hai lasciato soli i tuoi genitori…” Asher, nel sentire quelle parole, andò a leccare suo padre, dicendogli: “Oh… papà!! Quel Josh m’ha preso in giro… Perché è così cattivo con me? Ogni volta che mi vede fa questo!! M’ha detto che presto succederanno cose cattive a tutti per colpa mia!! Ma… ma io voglio solo giocare… Voglio stare con la mia Swate… Voglio solo questo!!” Soprannatural, sospirando, disse: “Se deve succedere qualcosa di brutto, non sarà di certo per colpa tua!! Non lo pensare neanche… Andrò dal padre di quell’unicorno e gli racconterò di quello che t’ha sempre fatto!! Comunque, vedo che ti stavi per difendere da solo!! Bravo… Ma, devi far attenzione!! Non usare mai il tuo corno se non per difesa!! Potresti uccidere, figlio mio!! Comunque, se son venuto a cercarti, è perché, questa notte, ho fatto un sogno… So che ti sei accoppiato con la zebra! E’ stato un atto d’amore!! So che vi amate… Però, vedi, Swate è la figlia della Zebra Alata!! Io, ho creato le altre zebre che sono sotto il mio controllo… ma lei… lei non lo è!! Vedi, nel mio sogno, ho visto il frutto del vostro amore… Ho visto i figli che avrai con lei… Devo incontrarla!! Devo, segretamente vedere se è vero quel che ho percepito durante il mio sonno… Ah, Asher!! Devo sapere se davvero hai intenzione di star per sempre con lei!! Dimmelo!!” L’unicornino alato, sorridendo al padre, disse: “Oh si, papà!! Le voglio bene… più della mia vita!! Non la lascerò mai!! Io… io la amo!!” “Ho capito!! Air, leggendo nei vostri sentimenti, ha avuto ragione!! Se sei convinto di quello che hai appena detto, Asher mio, allora, portami da lei!! Le devo parlare, e poi devo… Dai… Dov’è?” Asher, rispose: “Si trova ancora nella grotta sulla spiaggia, dove abbiamo intenzione di vivere… Ma, cosa le devi dire?” Il mio unicorno, leccò suo figlio, e poi gli disse: “Vedrai… vedrai, figlio mio… ma, dovrai tenere il segreto!! Nessuno dovrà sapere quello che ho intenzione di fare!! Questo, sarà il mio regalo per voi…”. L’unicornino alato, sorrise e gli disse: “Parola d’Asher!! Non dirò nulla a nessuno!! Comunque, grazie papà per aver fatto scappare Josh… Ma… Egli m’ha detto che sono seguito e spiato… E’ vero papà?” L’unicorno si fece bianco in viso e negò.

 

Intanto, sulla nella grotta sulla spiaggia, Swate s’era appena svegliata. Non trovando Asher, uscì fuori, e notò dei segni di zoccoli sulla sabbia. Capì che c’era stata sua madre sentendo l’odore, e sorrise. Evidentemente, quella notte, la Zebra Alata, era stata lì a vegliare! Se ne rallegrò molto. Si mise a brucare la tenera erba che c’era lì vicino… quando, vide due occhi nella penombra… Ebbe paura! Capì di chi erano!! Era la Lince, che si vide scoperta e corse via.

 

Asher con suo padre, giunsero sulla spiaggia. Videro Swate e le si avvicinarono. Soprannatural, aveva intenzione di far una cosa che gli sembrava giusta, ma, voleva esserne sicuro prima d’agire. Swate, vedendo i due unicorni avvicinarsi, gli andò subito incontro. “Amore…” Disse Asher: “Sai… mio papà vuole parlarti!” La zebra, educatamente, disse: “Certo!! Sai… mi sono appena svegliata, ed ho notato che la zia Lince era qui… Penso che ci volesse controllare!! Comunque, anche la mamma, questa notte, è stata qui…”. L’unicornino alato, la leccò, e disse: “E’ molto difficile staccarsi dalla propria famiglia d’origine… Comunque, saranno sempre i ben venuti!!” Soprannatural sorrise amaramente. Infatti, egli, proprio come Air, pensava a suo figlio come ancora piccolo, ma, al sentir quelle parole capì che suo figlio era diventato, ormai, adulto, e così, avvicinandosi alla zebra, le disse: “Swate!! Che intenzioni hai con mio figlio? Mi devi rispondere sinceramente!! Dimmi… lo ami davvero? O, per te è solo un gioco?” Quella, rispose senza il minimo dubbio: “Signor Soprannatural!! No!! Per me non è affatto un gioco!! Io amo vostro figlio, e gli darei anche la vita se fosse necessario!! Sa… ci siamo amati da quando ci siamo conosciuti!! Non lo lascerei mai!! Conosco il suo cuore come conosco il mio!! Siamo una cosa sola… Proprio come lei e la signora Air, e come mia madre con l’Asino Alato, mio padre!! Mi creda!! Non so perché ha questi dubbi… ma credo di capirla…” Il mio unicorno, allora, le disse: “Comprendo… e vi do la mia benedizione come quella di Air!! Purtroppo, i nostri due gruppi sono contrapposti… ma, a veder voi, sembra che tutto quest’odio non esista! Spero che la vostra pura unione faccia sol del bene, e che possa essere d’esempio anche per Jogi ed Orzak… Ma, adesso devo chiederti, FIGLIA MIA, di farmi controllare una cosa…” La zebra, sotto lo sguardo felice di Asher, disse: “Tutto quello che vuole!! Anzi… CHE VUOI, PAPA’!!” Soprannatural, sorridendo, le disse, appoggiando il suo orecchio al suo corpo: “… So che vi siete accoppiati!! Questo è un atto d’amore… l’amore che genera la vita!! Oh!! E’ proprio come ho sognato stanotte!! Zebra!! Tu diventerai madre… e mio figlio padre!! E’ una gioia infinita!! Posso dirti che dentro il tuo corpo, adesso, ci sono due vite!! Sei incinta!! Da quello che ho sognato, e che ora ho percepito, saranno due femmine!! Una cavallina bianca alata ed una congiunzione particolare di tutti gli equini, sia maggiori che minori… Le chiamerai Bianca e Aisha!! In questo percorso, sarete aiutati da altre due mie figlie… Ancora, Asher non le conosce… Shania e Xenia!! Ma… avrete altri figli…” Asher, nel sentire questi due nomi, rimase perplesso, e disse: “Papà… Perché non m’hai mai parlato delle mie sorelline?” Quello, girando lo sguardo, disse: “Perché non le ho avute con la mamma, Asher!! Doveva rimanere un segreto… Ma, ora, che tu e Swate diventerete genitori, serve un aiuto femminile!! Noi maschi, non possiamo capire certe cose…” La Lince, da dietro un albero, ascoltò il tutto… Già, conosceva una delle figlie di Soprannatural… Xenia… Xenia unicornina alata nera!! Questa, conoscendo la possibilità di far magia degli unicorni, decise d’ampliare le sue conoscenze… per ottenere più potere!! Si era, rinnegando la magia degli unicorni, recata proprio dalla Lince, per studiare la magia dei felini… LA MAGIA NERA!! Nera, proprio come il suo mantello! Soprannatural, non s’era accorto di nulla!! In pratica, chiedendo l’aiuto delle sue due figlie, avrebbe potuto mettere in pericolo la vita di Asher e di Swate, nonché delle due puledrine che sarebbero venute alla luce da lì a poco…

Soprannatural, allora, disse: “Bene… Adesso, Swate, figlia mia, dovrò farti un po’ male… Dovrò colpirti con il mio corno, ma, lo faccio per il tuo bene!! Tu sei figlia della Zebra Alata, creatura d’Orzak… ma, mettendoti con mio figlio, di conseguenza, adesso farai parte anche della mia famiglia e di quella delle creature di Jogi… Le altre zebre da me create, sono creature soprannaturali… Loro sono sotto il mio controllo, mentre tu, ancora, non lo sei!! Per farti diventare come le altre zebre, dovrò colpirti… Diventerai così una zebra nuova!!” La povera Swate, tremò di paura, ma, guardando Asher che le sorrideva, disse: “Va bene!! Anche se ho paura, papà, fallo pure!! Sono disposta a tutto per il mio amore!!” L’unicornino alato, disse al genitore che era pronto a colpire: “… Papà… però fa piano!! Non le fare troppo male!! Ho capito perché lo stai facendo… e ti ringrazio!! Swate!! Adesso, diventerai una di noi!!” “Però, non lo devi dire a nessuno!! Specialmente a tua madre… intesi?” Disse Soprannatural, quella annuì e disse: “Papà… Non lo dirò a nessuno!! Lo giuro!!”. A questo punto, Soprannatural, prese una breve rincorsa, ed andò a conficcare la punta del suo corno nell’addome della povera zebra! Lo fece con delicatezza, per quanto possibile! Ora, Swate, era sotto il controllo del mio unicorno!! Era una di noi!!

La Lince, che aveva osservato il tutto, andò dalla Zebra Alata e le spifferò tutto quello che Soprannatural aveva fatto, ed anche che sua figlia era rimasta incinta. Quella, s’impennò sulle zampe posteriori per la rabbia, mentre Orzak che era lì, avendo ascoltato tutto, disse: “Questa… Questa Jogi è un’altra provocazione!! Con l’atto di mettere sottocontrollo Swate, Soprannatural, ha trasgredito ad una legge naturale… LE MIE CREATURE SONO SOLO MIE… Ve la farò pagare cara ed amara!! Jogi… CHE TU SIA MALEDETTO!!”

 

Della decisione di Soprannatural, io non ne sapevo nulla! Nemmeno potevo immaginare quello che aveva fatto! Continuavo a volare con la mia Regina, per cercare qualcosa da mangiare.

Eravamo arrivati su un bellissimo prato, quando, il mio amato fratello Orzak, venne giù in picchiata, colpendomi un’ala con il suo appuntito becco, dicendomi: “Jogi!! So quello che ha fatto il tuo unicorno!! Soprannatural ha messo sotto il suo diretto controllo Swate!! ERA MIA!!! Era la figlia d’una mia creatura… Adesso è guerra aperta!! Non avrai scampo alcuno, né tu e né gli altri… MORIRETE… PERIRETE PER MANO MIA!! Ah!! Quanto ho temuto che arrivasse questo giorno… Il dolore all’ala che provi in questo momento, non è nulla!! Avrei dovuto staccartela… l’ala!! E’ quello che farò!! Poi, per quanto riguarda la Regina… beh… ho in mente una punizione esemplare!! Sta attento Jogi!! Sta per arrivare la tua fine… LA FINE DEL TUO REGNO!! SONO IO IL RE ASSOLUTO!! TU NON SEI ALTRO CHE UN TRADITORE!!!” E dicendo così, volò via, lasciandomi sanguinante, mentre la mia Regina, cercò di guarirmi con le sue calde e benefiche lacrime… ma, dovetti esser aiutato da Fire!! Infatti, il mio amato fratello, m’aveva quasi staccato l’ala destra! Per qualche giorno, faticai a volare.

La Regina, che aveva udito le parole d’Orzak, pianse. Aveva capito che ci voleva uccidere, ma io, la tranquillizzai, dicendole che non sarebbe accaduto nulla. Soprannatural, quel pomeriggio, venne da me chiedendomi scusa per quello che aveva fatto… Io, gli risposi che non era stata colpa sua, e che non sarebbe accaduto nulla… ma, mentivo… mentii sia a lui, ma soprattutto a me stesso. Sapevo che, ormai, le mie creature, avevano capito qualcosa… ma, ancora la strada era lunga… lunga e dolorosa…

 

Quanto soffrii quella lunga notte!! Nonostante le prodigiose lacrime della mia compagna e le cure del mio amato Fire, e sebbene la mia volpe che piangeva con me, conoscendo il mio segreto, mi leccò all’ala lungamente, il dolore era lancinante!! Ah!! Desiderai di morire!! Ma, non potevo farlo!! Quella notte, sognai il mio amato fratello Orzak… Lo sognai nell’atto d’entrare nella grotta per uccidermi! Però, vidi le mie creature morire, mentre io, da solo, osservavo il tutto senza potermi muovere… Mi vidi senza le mie bellissime ali, che erano state mozzate!!

Mi svegliai di soprassalto!! Mi sentii chiamare dal Dio!! Scrissi in fretta sul mio libro, tutto quello che mi era capitato!! Poi, senza far rumore, uscii dalla grotta! Solo la mia volpe, svegliandosi anche lei, mi seguì.

 

Non era ancora l’alba! Durante il tragitto, pensai che forse il Dio aveva deciso di dirmi la data dalla mia morte… Ma, ancora non era arrivato il momento! Pensai ai Cavalieri di Speranza, ed in cuor mio, affidai il mio regno a loro…

 

Arrivato al luogo dell’incontro, piangendo di dolore, aspettai l’arrivo del Dio Sagem. Quello non tardò. Come al solito, si mise ad accarezzarmi, abbassandosi verso di me. Con la sua mano, asciugò le mie lacrime, e mi disse: “Creatura mia!! Quanto dolore e lacrime!! Ah!! Non volevo per me e per te un simile fato… Ma, la strada che devi, anzi, che devo percorrere è ancora lunga ed irta di spine dolenti!! Non troverai pace… fenice di Speranza!! Non troverai conforto!! Lo so… Ma, per risorgere bisogna bruciarsi!! Come posso, io, donarti un po’ di serenità? Come posso far in modo che il mio cammino non ti faccia soffrire? Sai, creatura mia, quello che stai provando tu, lo sto provando anch’io!! Vorrei ribellarmi a mio padre… ma, posso solo lenire il dolore con la Speranza!! Mio fratello Chaos ha deciso d’esser dalla parte di tuo fratello Orzak… Già… L’ha scelto come sua fenice!! Ma, credimi… Orzak è destinato a soffrire, forse più di te… Dovrai farti forza ed affrontare il tuo, e mio destino, come solo una fenice può fare!! So che farai il possibile per non far capire a nessuno quello che dovrà accadere… ma, ancora è presto!! Ancora non posso dirti quando… Ah!! Quanto dolore… Quante bugie!! Come posso dar Speranza a te? Purtroppo, non lo posso fare… PER GLI ALTRI TUTTO, MA PER ME NULLA!! AETERNUM ORBIS… Ricorda queste parole… Il Cavaliere più potente di tutti… persino di quelli Superiori… Ma… egli, nonostante tutti i suoi enormi poteri, mi rappresenterà alla CASA DI PLATINO!! Desidererà di non esser quello che sarà!! Il Cavaliere più potente, che non vorrebbe esserlo!! Oh mia creatura!! Anche la Giustizia verrà rappresentata da una Dea… Atena… la quale, guiderà, anche al mio posto, i giovani Cavalieri di Speranza… Adesso và… Dovrai continuare a sorridere, nonostante l’imminente fine!! Io sarò con te, poiché tu sei me!! Fenice di Speranza… vola, e porta gioia… la gioia a cui tu non sei destinato!! Però, pensa anche ad Orzak… LUI SOFFRIRA’ PIU’ DI TE!! Ricordalo!!” Piansi e non capii! Il Dio, con quelle parole di commiato, mi stava incitando ad essere felice per gli altri! Avevo capito, inoltre, che dovevo continuare a scrivere sul mio libro, per portare a quelli che sarebbero venuti dopo di me, il conforto e quello che avevo imparato! Dunque, mio fratello… il mio amato fratello, era stato scelto da un altro Dio? Chi era Chaos? E poi, anche a lui il fato, avrebbe portato dolore? Non riuscivo a capire, ma, soltanto una cosa era limpida nei miei pensieri! Dovevo esser forte e continuare ad amare anche il mio nemico… Ma questo già lo stavo facendo…

 

Il Dio, dette quelle parole, scomparve… La mia volpe, guaiolando di dolore per aver ascoltato tutto, m’accompagnò fin nella nostra grotta! Nessuno s’era svegliato… ma, già il sole stava per spuntare all’orizzonte… A quella vista, nonostante tutto, sorrisi.

  

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