IL LIBRO DI JOGI

 

 

INIZIO

Legnano 17 Novembre 2018 Ore 9.11

 

 

Capitolo 1 (IL DONO DELLA VITA E LE PRIME SCOPERTE)

 

Avevo appena aperto gli occhi… Ancora, non sapevo cosa significasse essere VIVI… Mi era stata donata la vita, ma, non sapevo quale fosse il mio compito, e quello che stavo per vivere. Sapevo solo di chiamarmi Jogi, e di essere una fenice.

Mi resi subito conto di non essere da solo, però, scorgendo altri due come me, capii d’essere stato il primo ad essere inserito in quella meravigliosa cornice Naturale, che poi scoprii essere il mondo.

Gli altri due, che scorsi, ancora addormentati, erano un maschio ed una femmina… Non so come l’ho capito, ma, è stato così. Subito, provai attrazione per quella, che avrei definito da subito, REGINA! L’altro, si svegliò subito dopo di me… Disse di chiamarsi Orzak. Gli volli bene da subito! Era COME ME! Una fenice! Anche lui, vide la Regina, e ne rimase incantato!

 

Si svegliò anche lei! Era bellissima e dolce! Tutti e tre, cominciammo a guardarci l’un l’altro, e compresi che facevamo parte d’un qualcosa di molto grande, e d’aver un compito ben preciso.

Notammo d’avere le ali! Eravamo uccelli… Così, cominciammo a sbatterle, senza sapere esattamente cosa fare, ma, capimmo che dovevamo spiccare il volo, ed osservare dall’alto quella meraviglia di posto, in cui avevamo visto, per la prima volta la luce… Il SOLE!! Capivo, che quella cosa, lì, in alto nel cielo, era sol per noi… Era maestoso e caldo! Istintivamente, alzando la testa, cantammo di gioia nel vedere quel miracolo, che, di sicuro, avrebbe portato gioia e calore! Era, anche quello, un segno! Un segno della vita che avevamo ricevuto!

 

Spiccammo il volo! Il vento, accarezzava le nostre dorate e rosse piume! Era molto piacevole. Sapevamo già volare, come se lo avessimo fatto da sempre. Mi guardavo intorno… Notai alberi, ruscelli, erba, cespugli ed infine, proprio a quello che credevo fosse un confine… una brillante distesa d’acqua… Lo chiamammo MARE! Infondo, notammo anche una montagna, con la punta bianca bianca… Orzak, chiamò quel bianco… NEVE… Però, guardando un po’ più in là, un’altra montagna, ma questa volta, avvolta da un fumo denso… Ci avvicinammo, e notammo che era più caldo del sole! Sorvolandolo, da un enorme buco, un’altra meraviglia… La Regina, chiamò quella cosa, FUOCO! Gli piaceva molto, ed io, provai ad avvicinarmi, ma più andavo giù, e più il calore diventava insopportabile! Presi un ramoscello che sporgeva, e toccai con esso, quella meraviglia! Compresi, con mia estrema sorpresa, che il fuoco, poteva essere trasportato da un luogo ad un altro! Era come se la sua ENERGIA, si trasmettesse… Ma, compresi anche la sua pericolosità! Se il ramoscello che avevo preso, aveva preso fuoco, e quindi calore, allora, anche gli alberi verdi avrebbero potuto farlo! Ho provato paura reverenziale per quella cosa a noi, ancora sconosciuta, ma sentivo che dentro di sé, quell’ELEMENTO, nascondeva un qualcosa di vitale per noi fenici!

 

Dunque, avevamo già scoperto l’ACQUA ed il FUOCO! Orazak, volle andare a vedere anche la NEVE, e scoprì, becchettandola, che quella si scioglieva, e diventava liquida! Era anche molto fredda!! Tremò! Anche quella, poteva essere trasportata con il becco… Il mio compagno, capì che era buona… Fece una cosa, che ancora non avevamo mai fatto… Si mise a bere! Anche la Regina volle provarci, e si dissetò con il prezioso liquido… Invece io, lasciandoli lì, su quel monte, andai vicino al mare! Pensavo, anch’io di dissetarmi con l’acqua, ma, m’accorsi che era terribilmente salata! Non si poteva bere… Tossì… Avevo imparato un’altra cosa! Il mare era salato! La sua acqua, non era buona da bere… M’alzai di nuovo in volo, volendo far conoscere ai miei due compagni la mia scoperta, quando vidi il ruscelletto! Scesi pian piano fino a toccare terra, e, pensando che anche quello fosse salato, immersi il becco… Non lo era! Compresi, dunque, che non solo con la neve potevamo dissetarci, ma anche dai ruscelli! Volai, e lo dissi ad Orzak ed alla Regina… L’acqua, dunque, era essenziale per la VITA!

 

Però, oltre alla sete, c’era qualcosa in noi che non ci faceva star tranquilli! Avevamo appena toccato il suolo, che io chiamai TERRA, e ci siamo messi a cercare qualcosa… ma, ancora, non sapevamo cosa… Ad un certo punto, qualcosa, si mosse tra l’erbetta! Era, quella che avremmo chiamato, una FORMICA! Notammo che ce n’erano tantissime! Dunque, in quel posto, non eravamo da soli! Alzammo la testa, ed abbiamo visto, anche delle cose volare… Erano simili alle formiche, ma, avevano le ali… Alcune di quelle erano nere, mentre alcune erano molto colorate… Orzak, chiamò le cose nere MOSCHE, mentre la Regina, chiamò quelle cose colorate, FARFALLE! Io, guardandole, rimasi inebriato da quei colori… Dunque, il mondo era anche COLORE! Non so come successe, ma, ingoiai una formica, e subito dopo, cominciai a volare, mangiando anche le mosche e le farfalle! Erano buone… Quel qualcosa che mi turbava, sparì! La chiamai FAME! Anche i miei due compagni, cominciarono a mangiare! Stavamo bene! Solo dopo, scoprì che quello era un regalo d’un Dio per noi…

 

S’alzò un vento impetuoso! Abbiamo avuto paura, e ci siamo rifugiati in una grotta, che, sarebbe diventata la nostra casa! Ma, questo, ancora non potevamo saperlo! Ci rendemmo conto che il VENTO, come io l’avevo definito, quando avevamo volato per la prima volta, da gentile, poteva diventare molto forte! Volare con lui, significava perdere quota! La Regina, chiamò quello che respiravamo, ed anche il vento, ARIA!! L’aria era vita… ma, poteva anche far del male! Proprio come il fuoco ed anche l’acqua! Infatti, la regina, bevendo, notò che immergendo la testa in quella meraviglia, non si poteva respirare… Dunque, per vivere, ci serviva l’aria… per calmare la SETE, ci serviva l’acqua… Non si può vivere senza aria ed acqua, ma, le due cose non si potevano confondere!

 

Quel vento, dopo molto tempo, cessò! Siamo usciti da quella grotta, ma, il sole che prima illuminava tutto, sembrava esser sparito! Provammo di nuovo una forte paura! Al suo posto, proprio dove esso splendeva, un’altra cosa… molto diversa… La Regina chiamò quell’altra meraviglia LUNA! Era bella, ma anche misteriosa… Tutto intorno regnava, quello che io definì BUIO! Ci rintanammo di nuovo, in quella grotta! Alzando gli occhi, a quello che Orzak chiamò CIELO, vidi una cosa che mi lasciò a becco aperto… Vidi tanti piccoli puntini… La luna era lì… ma quelle, mi fecero, per la prima volta, piangere… Le chiamai STELLE! Capii che in loro c’era qualcosa di molto potente!! Così, cominciai a contemplarle, come avrei fatto anche in seguito… tutte le notti!

Orzak e la Regina, ora tremavano… Avevano paura! Infatti, pensavano che il SOLE che prima ci aveva illuminato con quella che chiamammo LUCE, non risplendesse mai più… ma, udii una voce… una voce rassicurante, che ci diceva: “… NON AVERE PAURA!! Il sole tornerà… Adesso dormite… Jogi… DOMANI CI VEDREMO… Ti dovrò parlare del VOSTRO COMPITO… IO SONO SAGEM… DIO DELLA SPERANZA… E tu, mi RAPPRESENTI… Sei ME!! Ora… chiudi gli occhi!!”. Non dissi nulla! Come d’incanto, tutti e tre, chiudemmo gli occhi, ed una calma… una dolce sensazione di quiete, s’impadronì di noi… Era il SONNO! Misterioso, proprio come la luna in cielo, e quella voce che avevo udito! Era evidente che anche il SONNO, era necessario per la VITA! Ma, perché quel Sagem voleva parlare con me… e solo con me? Questo non lo capivo… M’addormentai, e così anche Orzak e la mia cara Regina. Non udimmo più nulla… Non vedevamo più nulla… Anche quello era un mistero!

 

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